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30-01-2012

Si' al maxirisarcimento se il licenziamento è ingiurioso

Al lavoratore spetta anche il risarcimento del danno morale se l'azienda non solo lo licenzia ingiustamente, ma abbia anche dato un carattere ingiurioso alla sanzione espulsiva. A sottolinearlo è la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30668/2011.


 

Il caso. L'ex vicedirettore di una testata sportiva della Rai, chiedeva un ulteriore risarcimento proprio per il licenziamento ingiurioso subito. In Cassazione, l’azienda di viale Mazzini ha contestato questa voce del risarcimento mettendo in dubbio la legittimità del riconoscimento di questo tipo di danno. In sostanza, secondo i legali della Rai questa voce era già compresa nella liquidazione del danno biologico e morale riconosciuto al giornalista in circa 22.000 euro. Di diverso avviso è la Suprema Corte.
 

Il giudizio di legittimità. Infatti, per i giudici di legittimità, gli ulteriori 10.000 euro liquidati in favore del dipendente - con la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma - servivano per ristorare l'ulteriore danno morale «conseguente appunto alla sofferenza patita per il carattere ingiurioso della sanzione espulsiva». Nello specifico, «la ingiuriosità del licenziamento è stata desunta da elementi complessivamente valutati, attinenti all'intrinseca vessatorietà del provvedimento e non solo alla risonanza successiva data alla misura espulsiva dagli organi di stampa e al carattere nazionale che aveva assunto la notizia: ciò si desume dalla rilevanza attribuita anche alla mancata preventiva consultazione del Comitato di Redazione ai sensi dell'art. 34 ccnl, con ciò evidenziandosi il mancato rispetto della procedura prevista a tutela del lavoratore».
 

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