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14-06-2012
15 e 16 giugno assemblea nazionale dell’avvocatura
Venerdì 15 e sabato 16 giugno 2012 si terrà a Roma l’assemblea nazionale dell’avvocatura. La riunione servirà a calendarizzare le forme di protesta contro la «rottamazione della giustizia», il taglio indiscriminato, inutile e irrazionale di tribunali, uffici di giudici di pace e sedi distaccate» e la riforma forense.
In questa due giorni romana, l’OUA si riunirà per individuare le forme di protesta da utilizzare contro le scelte arbitrarie sulla revisione della geografia giudiziaria. Durante l’assemblea verrà poi ribadita la necessità di una approvazione immediata della riforma forense che, «coerentemente con le Direttive Europee e con la Costituzione, tuteli la specificità delle professioni liberali senza cedimenti pericolosi alle derive ultra liberiste».
Sotto i riflettori la tanto attesa riforma forense. In particolare, Maurizio De Tilla, presidente OUA, sottolinea l’importanza di una riforma che superi la pretesa di delegificare prevista dai vari decreti sulle liberalizzazioni, ma che dovrà anche «contenere paletti chiari per ridare competitività e slancio alla professione di avvocato, tra questi: la reintroduzione delle tariffe, i divieti dei soci di capitale negli studi legali e del patto quota lite. Necessario, infine, che si confermi con chiarezza la funzione costituzionale degli avvocati».
Proteste contro il taglio dei tribunali. Inoltre, l’OUA vuole calendarizzare le forti iniziative di protesta e prospetta la possibilità di «proclamare, insieme alle associazioni Forensi, una prolungata astensione dalle udienze in segno di protesta contro leggi che mortificano la funzione dell’avvocato e contro l’arbitraria e illegittima revisione delle circoscrizioni giudiziarie che preannuncia la soppressione di più di 600 giudici di pace, 160 sezioni distaccate e 33 Tribunali minori». Inoltre, ribadisce che «la revisione della geografia giudiziaria varata da questo Governo costituisce un vero e proprio processo di smantellamento e rottamazione della giustizia pubblica e le conseguenze negative ricadono sui cittadini, sulle imprese e sullo sviluppo economico di molte realtà del nostro paese».



