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28-07-2010
DILIGENZA PROFESSIONALE: L'AVVOCATO CHE SCEGLIE LA VIA PIU' LUNGA DEVE RISARCIRE IL DANNO
La sezione VI della Cassazione, con ordinanza 26 luglio 2010, n. 17506 ha condannato un avvocato al risarcimento dei danni provocati ad un cliente per aver optato per il giudizio ordinario, anziché per il procedimento monitorio.
Ecco i fatti. Con sentenza depositata in data 22 settembre 2009 la Corte d'Appello dell'Aquila ha condannato il legale, per violazione del dovere di diligenza professionale, a risarcire il danno subito dal cliente, un architetto che aveva offerto la propria consulenza ad alcuni clienti senza ottenere il pagamento della fattura presentata. L'avvocato infatti, aveva promosso un giudizio ordinario, invece di ricorrere al procedimento monitorio che avrebbe garantito un sollecito soddisfacimento del credito.
La Corte di Cassazione, cui è stata devoluta la questione se possa costituire fonte di responsabilità la scelta processuale del legale, ha stabilito che sussiste la responsabilità e va risarcito il danno arrecato al rappresentato nella circostanza che, fatto ricorso al procedimento monitorio giustificato dall'abbondante documentazione a disposizione, sarebbe stato agevole ottenere la provvisoria esecuzione ove le controparti avessero proposto opposizione, quindi il soddisfacimento del credito senza attendere i tempi lunghi del procedimento ordinario.


