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01-09-2010
Società Fallimento E Industriale
AL VIA LA RIFORMA DELLA PROPRIETA' INDUSTRIALE
Con decreto decreto legislativo n. 131 del 13 agosto 2010 (G.U. 192 del 18 agosto 2010), in vigore dal 2 settembre 2010 è stato modificato il Codice della proprietà industriale. Tra le novità più significative, maggiore tutela per la proprietà industriale, procedure semplificate, valorizzazione e maggiore protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.
Il Codice è stato introdotto nell'ordinamento giuridico italiano dal decreto legislativo n. 30 del 10 febbraio 2005.
Il 10 marzo 2010 è entrato in vigore il decreto del ministero dello Sviluppo Economico contenente il Regolamento di attuazione del Codice (G.U. n.56 del 9 marzo 2010), con l’obiettivo di offrire agli utenti procedure agevolate nell'ottenimento e nella gestione dei titoli della proprietà industriale, garantendo maggiore tutela e semplificazione delle procedure, nel rispetto della normativa comunitaria e internazionale.
Il decreto n.131 introduce misure integrative e correttive alle norme del 2005, armonizzando l’ordinamento italiano a quello europeo e disciplina in modo più dettagliato settori importanti come le biotecnologie. La norma prevede una valorizzazione e maggiore protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in attuazione della direttiva Ue 98/44.
Avranno via libera le Università che intendono farsi parte attiva nelle procedure di brevettazione e sfruttamento industriale delle invenzioni frutto della ricerca. Per premiare lo capacità inventiva dei singoli ricercatori è stata prevista l’attribuzione del diritto sull’invenzione ai ricercatori stessi, qualora l’università o altri enti di ricerca pubblici non abbiano provveduto entro 6 mesi al deposito del relativo brevetto. Ciò consentirà di incrementare le possibilità di sfruttamento industriale degli esiti della ricerca pubblica.
Non sono brevettabili, invece, le invenzioni il cui sfruttamento commerciale è contrario alla dignità umana, ed in particolare il procedimento tecnico che utilizzi cellule embrionali umane nonché ogni procedimento tecnologico di clonazione umana.
Tra le altre novità introdotte dalla rifoma, infine, la possibilità per le amministrazioni dello Stato e degli enti locali di ottenere la registrazione di un marchio, anche avente ad oggetto elementi grafici distintivi tratti dal patrimonio culturale, storico, architettonico o ambientale del proprio territorio, che sarà cosi valorizzato commercialmente.


